In una sala d’attesa. . .

Nelle sale d’attesa degli studi medici, ammettiamolo, non ci si annoia. L’idea di dover attendere, magari anche qualche oretta, è estenuante – su questo non si discute – ma una volta giunti a destinazione, dopo essersi piazzati e aver dato un’occhiata intorno, si entra in un piccolo mondo. Provate a non isolarvi e, invece, ascoltate i discorsi che vengono fatti … Continua a leggere

The dark side of the mood

Per inaugurare il primo post dell’anno nel blog, ho pensato di riproporre un mio vecchio articolo apparso qualche anno fa in un giornale che ormai non esiste più. Credo possa essere letto come un messaggio per ogni anno nuovo che inizia, nonostante sia stato scritto in un contesto generico.     Alla vigilia di un qualunque progetto che si sta … Continua a leggere

Profumo di libri

Questa mattina ho ricevuto le mie due copie dei libri Emma di Jane Austen e La morte d’argento di Federica Pini. Qual è la prima cosa che ho fatto? Li ho sfogliati alternativamente tenendo il naso attaccato alle pagine. Adoro essere invasa da quel profumo di carta e inchiostro che sa di nuovo. Quando si dice che la carta è … Continua a leggere

Scrittori si diventa?

  Lancio questa domanda in vista del Post Scriptum di Beppe Severgnini al suo L’italiano, lezioni semiserie. Ne riporto qui un breve estratto:   Ormai non ho dubbi. Gli italiani forse leggono poco, ma scrivono molto. La posta elettronica ha allenato le dita e i cervelli: mettere per iscritto i pensieri è diventata una consuetudine. Per un Paese di cultura … Continua a leggere

Scrivi che ti passa

“Scrivere delle righe in cui ci si lascia realmente andare, buttando giù tutto quello che si sente, senza nemmeno preoccuparsi della struttura della frase, aiuta a liberarsi dell’energia contenuta nei ricordi e dalle sensazioni che aleggiano in noi come una nube tossica”. Sono parole di Dalila Campanile, collaboratrice di redazione per il mensile Hermes. Parole che ho apprezzato leggendo il … Continua a leggere