The dark side of the mood

Per inaugurare il primo post dell’anno nel blog, ho pensato di riproporre un mio vecchio articolo apparso qualche anno fa in un giornale che ormai non esiste più.

Credo possa essere letto come un messaggio per ogni anno nuovo che inizia, nonostante sia stato scritto in un contesto generico.

 

 

Alla vigilia di un qualunque progetto che si sta per portare a termine, o che sta fallendo, ognuno di noi è solito avviare una personale strategia di adattamento alla situazione in corso.

È umano che a ogni proposito realizzato ne consegua un ulteriore. Ancora più umano è l’abbandonare progetti iniziati, allo scopo di programmarne di più originali, che verranno sostituiti a tempo debito da inusitate ispirazioni.

Forse per paura di non saper sfruttare o di sfruttare male il tempo a disposizione, ci si lascia trasportare in un vortice di potenziali fallimenti. Con ogni probabilità più come conseguenza di fissazioni che come effettiva incapacità di mettersi in gioco.

La mente umana diventa così una macchina levatrice di calendari personalizzati con oscuri giorni solari, inutili notti bianche, eccessive turbolenze sentimentali.

Condizionamenti atti a provocare un malcontento sociale, causa di quell’ansia da prestazione tipica di ogni essere umano.

Un puro e semplice criterio matematico di non sazietà – si potrebbe dire – frutto dello scontento generale che serpeggia in una società ancora in cerca del proprio centro di gravità. Per trovarlo forse non è necessario tanto affanno gratuito, accompagnato dall’insidiosa lettura di oroscopi e tarocchi.

Progettare va bene, ma ciò che può rendere davvero interessante l’avventura di un proposito intrapreso è la giusta misura nel godersi il viaggio.

 

Buon Anno!

The dark side of the moodultima modifica: 2011-01-09T16:42:00+00:00da grazia.c
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